Insidious

SERIE: Perle orrorifiche// thriller// splatter ♥
 A leggere su internet sembra che “sia una rivisitazione del classico tema della casa infestata”… Ma quando mai?! James Wan (passero regista del primo, indimenticato “SAW” e di “Dead Silence”) non può scadere nel banale, ed infatti non lo fa.

Renai e Josh sono una coppia con 3 figli che ha appena traslocato, ma un brutto incidente stravolgerà la vita di tutti: un giorno il piccolo Dalton, aggrappandosi ad una scala tremolante, cade e batte la testa; ma a parte lo spavento, non è successo niente e il piccolo sta bene. La mattina dopo il padre va a svegliarlo, ma Dalton non risponde: è entrato in coma.
I dottori sono d’accordo: la botta non può essere la causa del coma,  la situazione è anomala, e non riescono a capire la vera causa dello stato del bambino. Dopo mesi, i genitori decidono di portare Daltgon a casa per potersene occupare loro stessi, ma ora Renai è inquieta ed  inizia a vede strane presenze. Il fratellino di Dalton, quasi a voler confermare le paure della madre; le chiede di cambiare stanza perché ha paura quando Dalton si sveglia nella notte e gira per la casa… Ma come è possibile? La famiglia trasloca ancora, ma nella casa nuova la situazione sembra addirittura peggiorare; così la madre di Josh chiama la sua amica medium Elise, che dà subito ai genitori una sconvolgente notizia: la casa non ha niente che non va, il problema risiede in Dalton.
Tra viaggi astrali e vecchi ricordi troppo spaventosi che tornano a galla, Josh  farà di tutto per salvare suo figlio…

Da come ne avevo sentito parlare, credevo facesse molta più paura; ma capisco anche che vista la mia “carriera” nel genere, ci sia ben poco che possa ancora spaventarmi. Il livello di ansia è abbastanza alto, retto soprattutto dai classici “BUUU!” che fanno trasalire; ma a parte questo non terrorizza come pensavo. La regia di James Wan è inconfondibile come i riff di Dimebag Darrell dei Pantera: il nostro caro direttore australiano rimane sempre in gamba, e soprattutto nel finale ci sono parecchi elementi che ne ricordano lo stile particolarmente visionario.
Pollice alto, ma continuo a preferire “Dead Silence”!

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