La Distancia

ovvero il peggior film del 2014
Serie: Film DI MERDA che proprio guarda non capisco perché diamine esistano. 

Rieccomi dopo un'altra assenza esagerata con il primo post del 2015. E di cosa poteva trattare se non del film più brutto visto l'anno scorso?
Secondo il mio progetto originale questo post doveva essere uno speciale dedicato alla rassegna cinematografica "Ravenna Nightmare Film Festival", ma dato che purtroppo questa rassegna è organizzata davvero MALE ed io ho scoperto che era iniziata quando praticamente era già finita; ho avuto la sfortuna di riuscire a vedere solamente due film. Uno dei due era molto grazioso, ma dato che parlare di cose belle non mi diverte affatto; vi racconterò di questa ignobile, deprimente visione.
Programma del festival alla mano, trascrivo testualmente la trama:

"La Distancia - sci-fi / monster / surreal 
Sergio Caballero, Spagna 2013, 80'
Siberia. Una rapina condotta da tre nani telepati russi contro un guardiano mutante nello spazio-tempo, dove suspence [l'errore l'ho trascritto pari-pari, NdR.], fantasia e location incredibili si mescolano ad un corrosivo e surreale sense of humor tra Bunuel e Tarkovsij."

Leggendo una trama così non pensereste anche voi che questo è un titolo imperdibile? Io ho pensato che fosse un exploit di assurde-assurdità che dovevo vedere ad ogni costo, stessa cosa che hanno pensato tutti gli amici con cui ho deciso di vederlo.
Così, tablet alla mano per prendere appunti (sono una blogger serissima!) mi sento gaiarda e pronta a gustarmi questo titolo inedito.
Ma se a circa 15 minuti dall'inizio abbiamo sospettato che il film non fosse il capolavoro che ci aspettavamo, a fine spettacolo abbiamo capito che la trama descritta non c'entrava proprio niente con quanto avevamo appena visto. Sci-fi? Monster? SENSE OF HUMOR? Ma di che stiamo parlando?! Sicuramente non di questa robaccia.

     [ATTENZIONE: DI SEGUITO È SCRITTA LA TRAMA PER ESTESO]    
La sinossi è circa così: tre nani telepati russi (e fin qui ci siamo) vengono ingaggiati da un uomo vestito stile tirolese (in quanto tale, tedesco) che vive contornato da coniglietti kawaii morti e coperto di fango, per effettuare una rapina ed impossessarsi della fantomatica "Distancia". Essendo i nani, telepati ed evidentemente anche muti, tra loro non parlano ma si ascoltano i pensieri l'un l'altro. Anche il signore tedesco è evidentemente sordomuto, perché neanche lui parla ma pensa. D'accordo...
Quindi la banda di nani parte per una non meglio precisata meta nella fredda Siberia per poter raggiungere il loro obbiettivo: il guardiano della "Distancia", l'ennesimo personaggio che NON PARLA, che vive in estrema povertà; e che possiede un bidone di latta che recita haiku in giapponese e corteggia una stufa..... Ricapitoliamo: i nani pensano in russo, l'uomo coperto di fango in tedesco, il bidone in giapponese; eppure tutti si capiscono. Andiamo oltre.
Passa il tempo sia in sala che nella pellicola, ma tutto ciò alla quale assistiamo, è un interminabile appostamento di questi mini-rapinatori che osservano le abitudini di colui che in teoria sarebbe la parte "monster" del film: il custode di questa fantomatica "Distancia". Ma perché dovrebbe essere definito "monster" visto che costuie è un cristiano normalissimo che per giunta si vede per 5 secondi alla volta, e non fa niente di strano al contrario di tutti gli altri protagonisti? Mi dispiace non potervi aiutare, non l'ho proprio capito.
Sicché alla fine i nanetti riescono ad eludere la sicurezza trovandosi finalmente di fronte all'oggetto da rubare: la "Distancia" altro non è che un'enorme fluttuante sfera di cristallo attraverso la quale si vede il resto del mondo.
Fine.
Quindi che cosa ci trasmette / insegna / vuole dire tutto ciò? Che la "Distancia" è la distanza che separa ogni individuo vivente? O è forse la distanza che separa la Russia oppressa dal regime comunista dal resto del mondo? O magari è la distanza che separa lo spettatore dal comprendere questo film?
                                      [FINE SPOILER]                                         

Io non lo so, i miei amici neanche, NESSUNO LO SA! So solo che l'amarezza che questo film deplorevole ha lasciato in TUTTO il pubblico presente, si poteva quasi palpare con mano.
Durante la visione infatti è successo che:
  • la proiezione è iniziata con 20 minuti di ritardo, e questo sarebbe stato un dettaglio trascurabile solo se il film fosse stato appena decente; ma non era questo il caso.
  • Il tizio seduto alle mie spalle aveva un respiro talmente pesante e affannoso che sembrava non si soffiasse il naso da anni, e fiero di questa cosa; non perdeva occasione di sfoggiare il suo respiro colmo di mocciolo inalando profondamente.
  • Il ragazzo di fronte a me invece, oltre ad inveire e gesticolare nervosamente con i suoi amici, controllava spasmodicamente l'orologio sul display del telefono nella speranza che fossero passati almeno dieci minuti.
    22:30, 22:32, 22:39, 22:41... No, non è ancora finito...
  • Ho visto persone attorno a me dormire. L'intera fila alla mia sinistra, la fila di fronte, i miei amici: tutti addormentarsi senza vergogna alcuna. TUTTI dormivano tranne il signor Naso Sporco.
  • Tre persone hanno raccolto le loro cose per abbandonare la visione dopo "soli" 44 minuti di film.
  • A un'ora dall'inizio un'altra persona lascia la sala. È decisamente la proiezione meno piaciuta alla quale abbia mai assistito.
Tengo a sottolineare il fatto che ho preso note durante la proiezione stessa, quindi quanto avete appena letto NON È frutto della mia immaginazione, né tanto meno un'esagerazione indotta dalla rabbia di aver buttato tempo e denaro.

Parlando del lato tecnico, questa schifezza non ha niente di notevole né di bello da ricordare.
Non c'è bisogno di essere un critico quotato per capire che "La Distancia" ha un intero cast che in quanto muto dovrebbe fare forte leva quantomeno sulla mimica facciale, invece non c'è nessuno di questi attoruncoli che esprima una minima emozione, che susciti simpatia, rabbia... Una qualsiasi emozione poteva andare bene, ma i protagonisti sono totalmente sterili.
La regia è inesistente.
La scenografia è pessima.
La fotografia è squallida.
La produzione sarà costata sì e no 4 rubli. E si vede.
Non c'è traccia di colonna sonora. Questo deteriora ulteriormente le cose dal momento in cui non si hanno attori bravi, il regista è un incapace, gli scenari sono brutti, le luci fanno cagare.
Se ci fosse stato almeno UN DETTAGLIO, UN UNICO dettaglio bello, qualcosa si sarebbe potuto salvare; ma i motivi che hanno fatto entrare di prepotenza questo orrore nella mia top 10 di film peggiori MAI visti; sono tanti e tutti validi.

Quasi dimenticavo: l'unico essere parlante nel film è una croupier tettona e un po' mascolina (vedi foto sopra) con la quale uno dei nani si mette in contatto telepatico. E come si crea questo contatto? Il nano si infila la mano nei pantaloni, giocherella coi testicoli, si sniffa le dita e gli appare in un fumetto questa immagine femminile ma non troppo. Al che il micro-uomo chiede alla signoræ se qualcuno lo avesse cercato, e lei per saperlo si sfila una scarpa, si ciuccia l'alluce destro e risponde "No".
Una scena senza senso che aggrava ulteriormente una situazione precaria quanto le case abusive costruite sopra il Vesuvio.

Se avete  folti baffi a manubrio, pantaloni a sigaretta, occhialoni quadrati, cappellino di lana, indossate il maglione del nonno, girate con una bici a scatto fisso e magari fate foto con la Polaroid mentre ascoltate vinili in 45 giri; allora questo è il film che fa per voi.
Per il resto del mondo civilizzato: astenersi dalla visione.
In conclusione si tratta di una produzione sterile, vuota, inutile.
'A Sergio Caballero, ma datti un po' foco, va!

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